La Parigi-Dakar sulla spiaggia di Marina di Bibbona è stata annullata

La Parigi-Dakar sulla spiaggia di Marina di Bibbona è stata annullata, la passeggiata sulla spiaggia ci sarà comunque.

Stop Bibbona Dakar

La Parigi-Dakar  sulla spiaggia di Marina di Bibbona è stata annullata, la passeggiata sulla spiaggia ci sarà comunque.

 

Abbiamo appreso dalla stampa che la manifestazione con auto e camion della Parigi-Dakar sulla spiaggia a Marina di Bibbona è stata annullata! Accogliamo la notizia con gioia, come del resto la accoglierebbe con gioia il Fratino se leggesse i giornali.

La giornata alternativa di domani, con passeggiata e confronto sulle problematiche delle coste sabbiose si farà comunque. Sarà un’occasione per festeggiare questa piccola vittoria e creare una rete tra tutte le persone che si impegnano a favore dell’ambiente.

Vi ricordiamo che l’appuntamento è alle 10.30 alla spiaggia del Gineprino a Marina di Bibbona.

 

Speriamo di vedervi numerosi, spargete la voce!

 

ASCA

Associazione Scienze e Comunicazione Ambientale

 

SULLA MANIFSTAZIONE PARIGI-DAKAR A MARINA DI BIBBONA

Domenica 12 Marzo, sugli arenili della spiaggia di Marina di Bibbona, si terrà una manifestazione di beneficenza il cui ricavato sarà devoluto al comune di Amatrice, città-simbolo del terremoto che ha devastato l’Italia centrale. Sarebbe un’iniziativa lodevole se non fosse anche un’iniziativa devastante per uno degli ambienti più fragili e minacciati al mondo, in una zona dal valore naturalistico inestimabile.

Stiamo parlando di un arenile che si trova tra la Riserva Statale/SIC/ZPS Tomboli di Cecina a nord e l’Oasi di Bolgheri (SIC/ZPS) a sud; questa zona ospita anche alcune delle poche coppie nidificanti in Toscana di Fratino, un raro uccello che nidifica tra le dune, le cui popolazioni sono in rapido e preoccupante calo. Per sensibilizzare alla protezione di questi ambienti il comune di Bibbona patrocina iniziative come la Giornata del Fratino, partecipata ogni anno da centinaia di volontari. In questo ambiente così delicato e proprio nel periodo di nidificazione del Fratino questa sciagurata manifestazione porterà in spiaggia camion e automobili che hanno partecipato all’edizione 2017 della Parigi-Dakar con tanto di dune artificiali da percorrere con mezzi pesanti e un elicottero che sorvolerà i mezzi in corsa! Per realizzare una manifestazione del genere saranno necessari enormi movimentazioni di sabbia che andranno a impattare sui delicati equilibri degli habitat costieri; inoltre, la presenza di migliaia di persone proprio nel periodo di nidificazione del fratino rischierà di disturbare l’animale durante il momento dell’anno per lui più delicato, rischiando di comprometterne il successo riproduttivo.

Come è possibile che un comune che ha sempre avuto attenzione alle tematiche ambientali possa avvallare un evento di questo tipo?

Come è possibile autorizzare questa manifestazione in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico che “i proprietari, possessori o detentori […] non possono distrugger[e] né introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione” (art. 146 c.1 D.Lgs. 42/2004)?

Invitiamo gli organizzatori a ritirare l’iniziativa e a devolvere i soldi che risparmieranno (benzina, trasporti, sabbia, mezzi ecc.) al comune di Amatrice; invitiamo il comune a non autorizzare e non patrocinare la manifestazione; infine, invitiamo voi a boicottare la manifestazione e donare, attraverso altri canali, ai comuni terremotati di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. La nostra associazione farà una donazione al comune di Ussita (MC), nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, anch’esso duramente colpito dal terremoto.

Infine, per offrire un’alternativa eco-sostenibile alla giornata di domenica, ci ritroveremo sulla spiaggia per una passeggiata informale durante la quale ci confronteremo sulle problematiche di questi ambienti fragili e minacciati e sulla corretta fruizione delle spiagge. L’appuntamento è alle ore 10.30 alla spiaggia del Gineprino, a Marina di Bibbona.

Per informazioni potete scrivere all’email di ASCA: asca.scienzaeambiente@yahoo.it.

 

Vi aspettiamo numerosi!

 

ASCA

Associazione Scienze e Comunicazione Ambientale

Maratona Fotografica 8 Ottobre

 

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Pronto ad immortalare con una fotografia naturalistica le  parole di chi ha segnato la storia!?
Hai tre ore di tempo!”

Programma:

Sabato 8 ottobre:

-  Ritrovo alle ore 16.00 presso Caffè Chiarugi (via Ad. Gramsci 34 -36, Rosignano Marittimo), assegnazione di tre citazioni storiche/letterarie, ciascuna da interpretare con una foto naturalistica, e partenza della “battaglia” fotografica.

- ore 19.00 conclusione della gara e ritorno al caffè Chiarugi. Proiezione e premiazione delle foto vincitrici, valutate da una giuria competente, con aperitivo in accompagnamento.

Premi:
Primo premio: Cena per due persone presso il ristorante la Banchisa (via P. Mascagni 76, Rosignano Solvay) per un valore complessivo di 50 euro

Secondo premio: Escursione naturalistica giornaliera per due persone, comprensiva di Guida Ambientale con “Passi di Natura

Terzo premio: Confezione di 6 bottiglie da 0,33 cl di diverse tipologie di birra artigianale a Km 0 – Piccolo Birrificio Clandestino (Livorno)

Sabato 19 novembre:

- dalle ore 16.00 alle ora 19.00, esposizione delle foto dei partecipanti presso il ristorante la Banchisa (Rosignano Solvay) con aperitivo di accompagnamento. 


(La quota di partecipazione di 15 euro comprende la stampa delle tre foto vincitrici. La stampa di eventuali altre foto che vorranno essere esposte sarà a carico del partecipante)

Il Team di ASCA

 

Oxfam Italia

Il nostro programma per i richiedenti asilo prevede un percorso di integrazione attiva sul territorio, attraverso un approccio inclusivo e di responsabilità condivisa che coinvolga l’intera comunità locale. Il volontariato gioca un ruolo fondamentale, consentendo di acquisire competenze preziose e contribuendo a ripagare la comunità ospitante. A Rosignano Solvay, ad esempio, i richiedenti asilo, insieme alla Associazione Asca, hanno iniziato un’attività di orticoltura: eccoli impegnati insieme a Daria Franceschini, Responsabile del Progetto Accoglienza Livorno di Oxfam. Chiediamo che a chi fugge venga data la possibilità di essere accolto e protetto nel proprio percorso: http://act.oxfam.org/italia/stand-as-one?sid=facebook: http://bit.ly/2awnhsE

“INSIEME per le colline di Rosignano”

“INSIEME per le colline di Rosignano”

Domenica 8 maggio si terrà l’iniziativa “INSIEME per le colline di Rosignano”; l’iniziativa rientra nella campagna europea “Let’s Clean Up Europe 2016!”. Quest’anno numerose associazioni e gruppi di cittadini hanno organizzato insieme l’evento, col supporto della Provincia di Livorno, del Comune di Rosignano Marittimo e REA

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La scomparsa della spiaggia

“Una banquette di Posidonia, barriera naturale contro l’erosione”.

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“[…]infinitesime variazioni nelle condizioni iniziali producono variazioni grandi e crescenti nel comportamento successivo dei […] sistemi” Questa è la definizione del cosidetto effetto farfalla (Treccani). In sostanza è impensabile che non ci siano ripercussioni, piccole o grandi, quando si interferisce con un sistema. Questo concetto andrebbe sempre tenuto ben presente se si ha a che fare con i processi naturali. Quando infatti si legge di una qualche calamità naturale, di qualunque portata, si ha spesso la sensazione che si tratti di qualcosa di imprevisto e inevitabile causata da una forza più grande di noi. Nella maggior parte dei casi vi è una chiave di lettura degli eventi decisamente diversa e l’unico responsabile è l’Uomo, artefice, più o meno consapevole, delle alterazioni delle dinamiche naturali. Parlando di questioni più specifiche, il problema dell’erosione è un fenomeno che interessa quasi tutte le coste italiane. All’interno del Comune di Rosignano Marittimo (Li) è ben evidente nella zona di Vada dove ad esempio in località Pietrabianca il famoso (almeno per i locali) fortino dei tedeschi, utilizzato come punto di osservazione verso il mare, si trova ormai in mare a qualche metro dalla battigia. In una situazione naturale del sistema mare-spiaggia si verificano di continuo fenomeni di erosione ma nello stesso tempo di deposito con trasporto di sabbia da parte del mare e dei venti. Il problema nasce quando si intervine in qualche livello di questo sistema.

Sembrerebbe quasi scontato che per risolvere la questione si debba capire quali siano le cause e intervenire di conseguenza. Certo tutto si complica se i fattori imputati sono molteplici (edificazione della costa, cambiamento delle correnti in seguito alla costruzione di strutture in mare, abbassamento della costa per subsidenza…), ma pensare di rattoppare la situazione per una stagione versando migliaia di metri cubi di sabbia non può essere una scelta vincente. Tra l’altro su praticamente tutta la spiaggia di Vada (circa 5 km), anche più volte in una stagione balneare, la pulizia viene fatta in maniera meccanica. Ciò significa che puntulamente prima e durante la stagione estiva, mezzi meccanici rastrellano via su tutta la parte calpestabile (o ahinoi su quel che ne rimane!) rifiuti di varia natura e ovviamente sabbia. Sembra quindi un controsenso smuovere la sabbia per poi doverla rimettere trasportandola appositamente da chissà dove! È chiaro che il fenomeno dell’erosione sarà ancora più imponente e accelerato se si rimuove la sabbia negli stessi punti in cui già il mare la porta via a causa di correnti pre-esistenti o prodotte dall’intervento dell’uomo.

In alcuni tratti di costa allo stato attuale sembrerebbe esserci accumulo e non erosione. Ciò avviene ad esempio dove si trovano le cosidette banquette di posidonia, ovvero parti di una pianta marina che vengono staccate dal moto ondoso e depositate sulla spiaggia dalle correnti formando dei “cuscinetti”. La Posidonia oceanica è una pianta superiore che produce fiori e frutti e non un’alga come spesso si sente dire! Per di più è una pianta molto particolare poiché vive esclusivamente nel Mediterraneo e in nessun altro mare o oceano. I cuscinetti di materiale vegetale che si formano sulla spiaggia basterebbero da soli a contrastare l’erosione del mare e favorirebbero l’avanzata della spiaggia e la ricostituzione delle dune. Invece tutti gli anni con l’avvicinarsi della bella stagione è guerra dichiarata a queste barriere naturali che altrimenti rischierebbero di mandare all’aria la stagione turistica a causa del cattivo odore e dell’aspetto trasandato che offrirebbero ai visitatori.

Ci sono tra l’altro testimonianze storiche da cui sappiamo che questi accumuli, chiamati almeno localmente tassoni, si trovavano in passato nelle stesse zone dove si trovano oggi, nel tratto di costa corrispondente alla località Stagni di Vada. Questi elementi costituivano un attracco naturale per le barche in quello che era il porto di Vada almeno fino alla prima metà dell’800.

Un’altra considerazione va fatta sulle dune, elemento fondamentale per la conservazione della spiaggia. Naturalmente infatti la presenza delle dune e di un tratto considerevole di arenile dove si possano insediare alcune piante meno esigenti, consentirebbero da soli il mantenimento della spiaggia se non addirittura la sua avanzata (!) con un processo graduale e continuo di formazione e consolidamento. Le dune sono tutelate dallo Stato come bene paesaggistico, ma di fatto sembrano essere terra di nessuno; vengono calpestate, utilizzate come discarica o bagno pubblico, anche se il regolamento urbanistico del Comune di Rosignano Marittimo prevede la realizzazione di staccionate per evitare “ogni forma d’uso e di utilizzazione da parte dei fruitori della spiaggia” e di consentire l’accesso solo lungo appositi percorsi.

Un po’ di tempo fa alcuni di noi, come volontari del Museo Civico di Storia Naturale di Rosignano, in collaborazione con i cittadini dell’OTP (Operazione Territorio Pulito) di Vada, abbiamo presentato al Comune un progetto per chiedere un tratto di spiaggia in “adozione” dove sensibilizzare cittadini e fruitori sull’importanza di questi ambienti, effettuare a scopo sperimentale la pulizia manuale dai rifiuti e vedere l’effetto sul mantenimento della spiaggia. Dopo due anni attendiamo ancora la designazione di un tratto idoneo.

Alla luce di tutte queste considerazioni è chiaro quindi che il problema dell’erosione andrebbe affrontato in maniera organica considerando il sistema mare-spiaggia- duna nel suo insieme. Non si può pensare di mettere delle toppe, non è conveniente e soprattutto non risolve il problema. Né si può pensare di ignorare la situazione, perché il mare è sempre più vicino alle case e a quegli stessi stabilimenti che difendono la stagione balneare e rischiano di sparire sommersi dalle acque.

In generale andrebbero invece sicuramente pianificate azioni a lungo termine creando le condizioni idonee affinché il sistema torni il più possibile ad un equilibrio.

Infine, a nostro avviso, un aspetto più naturale della spiaggia potrebbe essere apprezzato dai suoi frequentatori, se non addirittura rappresentare una particolarità, considerando la sensibilità crescente sulle tematiche naturalistiche soprattutto degli stranieri, presenti in buon numero in queste zone.

 

Il Team di ASCA

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