“INSIEME per le colline di Rosignano”

“INSIEME per le colline di Rosignano”

Domenica 8 maggio si terrà l’iniziativa “INSIEME per le colline di Rosignano”; l’iniziativa rientra nella campagna europea “Let’s Clean Up Europe 2016!”. Quest’anno numerose associazioni e gruppi di cittadini hanno organizzato insieme l’evento, col supporto della Provincia di Livorno, del Comune di Rosignano Marittimo e REA

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La scomparsa della spiaggia

“Una banquette di Posidonia, barriera naturale contro l’erosione”.

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“[…]infinitesime variazioni nelle condizioni iniziali producono variazioni grandi e crescenti nel comportamento successivo dei […] sistemi” Questa è la definizione del cosidetto effetto farfalla (Treccani). In sostanza è impensabile che non ci siano ripercussioni, piccole o grandi, quando si interferisce con un sistema. Questo concetto andrebbe sempre tenuto ben presente se si ha a che fare con i processi naturali. Quando infatti si legge di una qualche calamità naturale, di qualunque portata, si ha spesso la sensazione che si tratti di qualcosa di imprevisto e inevitabile causata da una forza più grande di noi. Nella maggior parte dei casi vi è una chiave di lettura degli eventi decisamente diversa e l’unico responsabile è l’Uomo, artefice, più o meno consapevole, delle alterazioni delle dinamiche naturali. Parlando di questioni più specifiche, il problema dell’erosione è un fenomeno che interessa quasi tutte le coste italiane. All’interno del Comune di Rosignano Marittimo (Li) è ben evidente nella zona di Vada dove ad esempio in località Pietrabianca il famoso (almeno per i locali) fortino dei tedeschi, utilizzato come punto di osservazione verso il mare, si trova ormai in mare a qualche metro dalla battigia. In una situazione naturale del sistema mare-spiaggia si verificano di continuo fenomeni di erosione ma nello stesso tempo di deposito con trasporto di sabbia da parte del mare e dei venti. Il problema nasce quando si intervine in qualche livello di questo sistema.

Sembrerebbe quasi scontato che per risolvere la questione si debba capire quali siano le cause e intervenire di conseguenza. Certo tutto si complica se i fattori imputati sono molteplici (edificazione della costa, cambiamento delle correnti in seguito alla costruzione di strutture in mare, abbassamento della costa per subsidenza…), ma pensare di rattoppare la situazione per una stagione versando migliaia di metri cubi di sabbia non può essere una scelta vincente. Tra l’altro su praticamente tutta la spiaggia di Vada (circa 5 km), anche più volte in una stagione balneare, la pulizia viene fatta in maniera meccanica. Ciò significa che puntulamente prima e durante la stagione estiva, mezzi meccanici rastrellano via su tutta la parte calpestabile (o ahinoi su quel che ne rimane!) rifiuti di varia natura e ovviamente sabbia. Sembra quindi un controsenso smuovere la sabbia per poi doverla rimettere trasportandola appositamente da chissà dove! È chiaro che il fenomeno dell’erosione sarà ancora più imponente e accelerato se si rimuove la sabbia negli stessi punti in cui già il mare la porta via a causa di correnti pre-esistenti o prodotte dall’intervento dell’uomo.

In alcuni tratti di costa allo stato attuale sembrerebbe esserci accumulo e non erosione. Ciò avviene ad esempio dove si trovano le cosidette banquette di posidonia, ovvero parti di una pianta marina che vengono staccate dal moto ondoso e depositate sulla spiaggia dalle correnti formando dei “cuscinetti”. La Posidonia oceanica è una pianta superiore che produce fiori e frutti e non un’alga come spesso si sente dire! Per di più è una pianta molto particolare poiché vive esclusivamente nel Mediterraneo e in nessun altro mare o oceano. I cuscinetti di materiale vegetale che si formano sulla spiaggia basterebbero da soli a contrastare l’erosione del mare e favorirebbero l’avanzata della spiaggia e la ricostituzione delle dune. Invece tutti gli anni con l’avvicinarsi della bella stagione è guerra dichiarata a queste barriere naturali che altrimenti rischierebbero di mandare all’aria la stagione turistica a causa del cattivo odore e dell’aspetto trasandato che offrirebbero ai visitatori.

Ci sono tra l’altro testimonianze storiche da cui sappiamo che questi accumuli, chiamati almeno localmente tassoni, si trovavano in passato nelle stesse zone dove si trovano oggi, nel tratto di costa corrispondente alla località Stagni di Vada. Questi elementi costituivano un attracco naturale per le barche in quello che era il porto di Vada almeno fino alla prima metà dell’800.

Un’altra considerazione va fatta sulle dune, elemento fondamentale per la conservazione della spiaggia. Naturalmente infatti la presenza delle dune e di un tratto considerevole di arenile dove si possano insediare alcune piante meno esigenti, consentirebbero da soli il mantenimento della spiaggia se non addirittura la sua avanzata (!) con un processo graduale e continuo di formazione e consolidamento. Le dune sono tutelate dallo Stato come bene paesaggistico, ma di fatto sembrano essere terra di nessuno; vengono calpestate, utilizzate come discarica o bagno pubblico, anche se il regolamento urbanistico del Comune di Rosignano Marittimo prevede la realizzazione di staccionate per evitare “ogni forma d’uso e di utilizzazione da parte dei fruitori della spiaggia” e di consentire l’accesso solo lungo appositi percorsi.

Un po’ di tempo fa alcuni di noi, come volontari del Museo Civico di Storia Naturale di Rosignano, in collaborazione con i cittadini dell’OTP (Operazione Territorio Pulito) di Vada, abbiamo presentato al Comune un progetto per chiedere un tratto di spiaggia in “adozione” dove sensibilizzare cittadini e fruitori sull’importanza di questi ambienti, effettuare a scopo sperimentale la pulizia manuale dai rifiuti e vedere l’effetto sul mantenimento della spiaggia. Dopo due anni attendiamo ancora la designazione di un tratto idoneo.

Alla luce di tutte queste considerazioni è chiaro quindi che il problema dell’erosione andrebbe affrontato in maniera organica considerando il sistema mare-spiaggia- duna nel suo insieme. Non si può pensare di mettere delle toppe, non è conveniente e soprattutto non risolve il problema. Né si può pensare di ignorare la situazione, perché il mare è sempre più vicino alle case e a quegli stessi stabilimenti che difendono la stagione balneare e rischiano di sparire sommersi dalle acque.

In generale andrebbero invece sicuramente pianificate azioni a lungo termine creando le condizioni idonee affinché il sistema torni il più possibile ad un equilibrio.

Infine, a nostro avviso, un aspetto più naturale della spiaggia potrebbe essere apprezzato dai suoi frequentatori, se non addirittura rappresentare una particolarità, considerando la sensibilità crescente sulle tematiche naturalistiche soprattutto degli stranieri, presenti in buon numero in queste zone.

 

Il Team di ASCA

13 Dicembre Mercatini di Natale a Castelnuovo M.dia

logo OSC

Domenica 13 Dicembre Mercatini di Natale a Castelnuovo M.dia

Ci sarà anche lo stand di Occhi sulle Colline dove trovate anche il nostro calendario 2016.

Insieme al Calendario anche  il pacchettino regalo di cartoline/biglietti/segnalibro e i pieghevoli dei sentieri contrassegnati da segnaletica orizzontale.

13dicembre

Luogo  Piazza Gramsci, Castelnuovo della Misericordia, Livorno
Contatto  Pro Loco

Link Pagina Occhi sulle Colline

https://www.facebook.com/events/710186942416617/

A CHI INTERESSA TUTELARE L’AMBIENTE DELLE COLLINE LIVORNESI? Gli effetti della nuova Legge Regionale 30/2015 sul nostro territorio.

COMUNICATO STAMPA

da

 

Livorno, 7/10/2015

A CHI INTERESSA TUTELARE L’AMBIENTE DELLE COLLINE LIVORNESI?

Gli effetti della nuova Legge Regionale 30/2015 sul nostro territorio.

 

Negli anni ’80 c’era un sogno di “pochi” che immaginava un parco che tutelasse tutto il comprensorio delle colline livornesi. Il sogno non si è realizzato. Tuttavia è presente un Parco Provinciale frammentato, alcune ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) e un SIR (Monte Pelato) che interessano un’area ristretta ma importante da conservare. In particolare è di alta rilevanza la funzione delle ANPIL come “corridoi ecologici” per collegare insieme le aree di Parco Provinciale che sono di fatto staccate l’una dalle altre.

Con la nuova Legge Regionale 30/2015 tutte queste aree rientrano nelle categorie che verranno sottoposte a verifica e riclassificazione da parte della Regione Toscana. O le aree diventano Riserve Regionali o di fatto scompariranno: saranno eliminate dalla lista delle aree protette e i relativi territori ricadranno nella ordinaria pianificazione territoriale dei Comuni, con tutti i rischi connessi. Il primo passo spetta alla Provincia che, sentiti i Comuni, entro Marzo 2016 dovrà preparare una proposta alla Regione. Le nuove Riserve Regionali dovranno essere gestite dalle Province e/o dai Comuni e/o da Enti Parco regionali (ad es. Parco S. Rossore): mancano pochi mesi e occorre invece tempo per trovare soluzioni adeguate e per creare convergenza tra tutti questi attori per evitare che i problemi economici e organizzativi dei singoli enti ci portino a rinunciare a tutte le forme di tutela. Le associazioni di Occhi sulle Colline lanciano questo appello perché ad oggi nessuno dei nostri amministratori ha dichiarato pubblicamente la volontà di mantenere le nostre aree protette. Il Piano del Parco Provinciale auspicava, data la frammentazione delle aree tutelate, che la gestione del territorio fosse omogenea e si “allargasse” il più possibile alle aree circostanti ma così di fatto non è stato e gran parte degli obiettivi da raggiungere sono rimasti su carta, venendo meno anche quella forte funzione di volano per le attività legate al turismo verde e alle attività eco-sostenibili che oggi significherebbe preziose opportunità di lavoro.

In un mondo in cui le aree protette sono per fortuna in aumento, il nostro territorio potrebbe fare marcia indietro. Per noi esiste una sola direzione possibile, che va verso la conferma e il rilancio in maniera sempre più efficace della tutela delle Colline per realizzare finalmente quel “sogno” di trenta anni fa. I volontari delle Associazioni di Occhi sulle Colline hanno lavorato, lavorano e lavoreranno sempre e comunque per questo obiettivo; oggi chiediamo agli Enti che ci governano qual è il loro.

 

Le 19 Associazioni Aderenti al Progetto Occhi sulle Colline:

A.A.L.Sci.Tec. (Associazione di Associazioni Livornesi per la Scienza e la Tecnologia)

Agire Verde Livorno

A.S.C.A. (Associazione Scienze e Comunicazione Ambientale)

C.S.S.T.O. (Comitato Salvaguardia e Sviluppo Territorio e Occupazione)

Circolo Ippico l’Unicorno

A.N.W.I. Livorno (Associazione Nordic Walking Italia)

CAI Livorno (Club Alpino Italiano)

G.I.R.O.S. (Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee)

GAPL (Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese)

Circolo Porto di Livorno gruppo MTB

G.U.L.Li (Gruppo Utenti Linux Livorno)

Asd Il Mandriolo

I.N.B.AR. Sez. Livorno e Arcipelago Toscano (Istituto Nazionale Bioarchitettura)

INITINERE

Legambiente Livorno

L.I.P.U. Livorno (Lega Italiana Protezione Uccelli)

Trekking Libertas

U.A.A.R. (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)

WWF Livorno (World Wide Fund for Nature)

 

Per info e contatti: www.occhisullecolline.it; info@occhisullecolline.it

da

Comune di Piombino – Consegnate le aree verdi in adozione a cittadini e ad associazioni

La cerimonia ieri pomeriggio nella sala consiliare: «Coinvolgere la cittadinanza nella cura di ciò che appartiene alla città»

Una richiesta diffusa di occuparsi di spazi pubblici a conferma del fatto che ai cittadini sta cuore la città.. Il sindaco Massimo Giuliani e l’assessore al decoro urbano Claudio Capuano hanno commentato così l’esito del bando attraverso il quale sono state consegnate 15 aree verdi della città a quattordici privati cittadini e associazioni del territorio che se ne prenderanno cura.

Link all’ articolo completo

ASCA partecipa a questa iniziativa prendendosi cura  dello spazio verde antistante il Centro Giovani Fabrizio De Andrè.

 

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Firma della convenzione

Stay TUNED!

ASCA

Frog in Progress

Dal 17 al 22 Agosto presso l’ex-parcheggio del punto azzurro a Vada verranno effettuati lavori di ripristino di uno stagno retrodunale dai volontari di ASCA, del GAUM, di OTP Vada e de IL FARO, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato.
Chiunque voglia partecipare, anche per una sola giornata, può contattarci via email a asca.scienzaeambiente@yahoo.it
frog in progress
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